Il caso della bambina morta a Bordighera, ha avuto modo di proseguire in seguito ai recenti esami autoptici di rito.
Dopo le indagini sul compagno della madre della bambina morta, il caso che ha sconvolto la comunità di Bordighera (e non) è andato avanti. Come riportano i principali quotidiani italiani, le prime indagini sull’autopsia hanno permesso di risalire ad ulteriori dettagli.
Attualmente, la madre della vittima di appena 2 anni si trova in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Le indagini sul compagno già citato, vertono sulla stessa tipologia di reato. Dopo l’autopsia sono emersi nuovi sviluppi, che potrebbero portare ad una variazione delle accuse.

L’autopsia sulla bambina morta a Bordighera
Dalle prime indagini basate sull’autopsia, è emerso che la vittima di due anni avesse un trauma cranico che potrebbe averla portata ad un travaso ematico in seguito ad una emorragia cerebrale. Sono state inoltre ritrovate lesioni su dorso, addome, alle gambe e sul labbro superiore.
Nonostante i tanti dettagli potenzialmente utili a ricostruire un quadro più dettagliato, al momento non è possibile sapere quale sia stata la causa esatta del decesso. Questo, poichè potrebbero esserci stati più fattori ad averla causata.
Stando tuttavia alle prime relazioni, c’è una differenza di circa 6 ore rispetto a quando sembrava essere avvenuto inizialmente il decesso. Il dubbio principale, al momento, rimane proprio sull’origine delle ferite e dei traumi riportati.
Le parole del gip sulla madre
Queste le parole del gip sulla madre, riportate da Sky Tg24: “Quando (…) la caricava in macchina, la figlia più piccola era già deceduta da sei/otto ore. Appare inverosimile che nel prelevare dal letto, nel metterla in macchina, nel riprenderla in braccio nel momento dell’arrivo a casa e nel metterla nella culla non se ne sia resa conto. Dal rientro a casa ci metteva sette minuti prima di richiedere l’intervento al personale sanitario“.
Sulla telefonata in cui la madre ha finto di essersi appena svegliata: “Anche tali comportamenti sono distonici rispetto alla gravità dei fatti, e depongono per la sussistenza di una sua responsabilità nella causa azione del decesso della figlia. Conseguentemente, si ritiene che sussistano gravi indizi colpevolezza del fatto che (…) percuotendo la figlia e cagionando le numerose diffuse lesioni personali consistite in ecchimosi di varie estensione su tutto il corpo ne abbia cagionato la morte“.